Abbiamo voluto portare un simbolo importante in un luogo che fosse visibile non solo a chi lavora con noi, ma a chiunque passi davanti alla nostra sede di Arsiero. È così che è nata la panchina rossa di Siderforgerossi, dedicata alla memoria delle vittime di femminicidio e al rifiuto di ogni forma di violenza contro le donne.
La panchina si trova appena all’esterno dell’azienda, in una posizione scelta proprio perché il suo messaggio possa essere visto e letto da tutti. Un messaggio semplice, diretto e volutamente forte: “Qui non c’è spazio per la violenza”. Accanto, il riferimento al 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking.

Un simbolo che entra nella nostra quotidianità
Fin dall’inizio non volevamo che questa iniziativa rimanesse confinata all’interno dell’azienda. Abbiamo scelto di collocare la panchina in uno spazio esterno perché crediamo che un messaggio come questo debba poter raggiungere quante più persone possibile: chi lavora con noi, chi viene a trovarci, chi passa ogni giorno davanti alla nostra sede e, più in generale, la comunità di cui facciamo parte.
Per noi un’azienda non è fatta soltanto di impianti, produzione e risultati. È fatta soprattutto delle persone che la vivono, delle relazioni che si costruiscono e della responsabilità condivisa nel creare una cultura fondata sul rispetto. La panchina rossa nasce proprio da questa convinzione: rendere visibile un impegno e far sì che continui a parlare anche dopo il giorno dell’inaugurazione.
Un progetto costruito insieme
Questa iniziativa si inserisce in un percorso di sensibilizzazione che portiamo avanti anche all’interno di Siderforgerossi, insieme alle nostre rappresentanze e alle persone che fanno parte dell’azienda. Un percorso che ci porta a riflettere su temi come inclusione, rispetto, prevenzione e dignità della persona, con la convinzione che i valori abbiano senso soprattutto quando trovano una forma concreta nella vita di tutti i giorni.
Durante l’inaugurazione, il nostro CEO Daniele Crose ha espresso con queste parole il significato che attribuiamo a questo impegno:
«La nostra azienda non è solo produzione e numeri, ma anche il luogo dove si promuove il culto del rispetto, dell’educazione, della valorizzazione delle differenze. Questo è, per noi, fare impresa.»
È una frase nella quale ci riconosciamo, perché racconta bene il modo in cui intendiamo il nostro ruolo: fare impresa significa certamente produrre, crescere e innovare, ma significa anche contribuire a creare un ambiente in cui le persone possano sentirsi rispettate e valorizzate.Qualche mese prima dell’inaugurazione abbiamo coinvolto l’associazione Le Amiche di Anna nel progetto, condividendo con loro l’idea e il significato che volevamo dare a questo gesto. La collaborazione con chi ogni giorno è impegnato nel contrasto alla violenza ci ha permesso di dare ancora più forza al messaggio della panchina e di inserirlo in un percorso di sensibilizzazione più ampio.
Come hanno ricordato anche Le Amiche di Anna nel raccontare l’iniziativa, la scelta di posizionare la panchina appena fuori dall’azienda nasce proprio dalla volontà di farla vedere a tutti e di rendere il messaggio “Qui non c’è spazio per la violenza” parte dello spazio pubblico e della quotidianità.

Durante l’inaugurazione, il nostro CEO Daniele Crose ha espresso con queste parole il significato che attribuiamo a questo impegno:
«La nostra azienda non è solo produzione e numeri, ma anche il luogo dove si promuove il culto del rispetto, dell’educazione, della valorizzazione delle differenze. Questo è, per noi, fare impresa.»
È una frase nella quale ci riconosciamo, perché racconta bene il modo in cui intendiamo il nostro ruolo: fare impresa significa certamente produrre, crescere e innovare, ma significa anche contribuire a creare un ambiente in cui le persone possano sentirsi rispettate e valorizzate.
Un momento condiviso con il territorio
Abbiamo voluto condividere questo momento con chi, sul territorio, lavora ogni giorno sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza. All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti delle amministrazioni locali, delle organizzazioni sindacali, della RSU aziendale e dell’associazione Le Amiche di Anna.



La presenza di realtà diverse ha reso ancora più evidente un aspetto per noi fondamentale: tutti siamo responsabili nel contrasto alla violenza. Nessuno può agire da solo e nessuno dovrebbe sentirsi estraneo a questo tema. Servono ascolto, sensibilità, collaborazione e la capacità di riconoscere anche quelle situazioni che non sempre vengono espresse apertamente.
Durante l’incontro è emerso più volte un concetto che ci ha colpiti particolarmente: la necessità di ascoltare anche i silenzi. Un invito a non fermarsi a ciò che è immediatamente visibile, ma a prestare attenzione anche ai segnali più discreti e alle difficoltà che possono rimanere nascoste.
Anche il luogo di lavoro può fare la sua parte
Trascorriamo una parte importante della nostra vita sul lavoro e proprio per questo crediamo che anche l’ambiente aziendale possa avere un ruolo nel costruire una cultura più consapevole e attenta alle persone.
Vogliamo che Siderforgerossi sia un luogo in cui il rispetto non rimanga soltanto un principio dichiarato, ma si traduca nei comportamenti, nelle relazioni e nella capacità di ascoltare. Allo stesso tempo, abbiamo voluto che il messaggio della panchina uscisse dai confini dell’azienda e si rivolgesse apertamente anche al territorio che ci circonda.
Perché contrastare la violenza non riguarda soltanto chi ne è direttamente coinvolto: riguarda tutti noi, come persone, colleghi, famiglie, imprese e comunità.
Un segno che resterà
Dopo l’inaugurazione, la panchina resta lì, appena fuori dalla nostra sede. Sarà visibile a chi entra in azienda, a chi esce, a chi passa e a chi si fermerà anche solo per qualche secondo a leggere il suo messaggio.
Ed è proprio questo il valore che volevamo darle: non un simbolo legato a un solo momento, ma una presenza capace di continuare a parlare nel tempo. Un richiamo quotidiano a ricordare che dietro ogni storia ci sono persone e che ciascuno, nel proprio ruolo, può contribuire a costruire una comunità più attenta, rispettosa e capace di ascoltare.
Per noi questa panchina rappresenta quindi qualcosa che va oltre il giorno dell’inaugurazione: un impegno che vogliamo continuare a portare avanti nel tempo, dentro e fuori dall’azienda.
Rassegna stampa
L’iniziativa è stata raccontata anche dalla stampa locale, che ha dato spazio al significato della panchina rossa e al percorso che abbiamo intrapreso.
L’Eco Vicentino ha dedicato un approfondimento all’inaugurazione con l’articolo “La Panchina Rossa arriva in fabbrica: ‘Si ascoltino anche i silenzi’”.
Leggi l’articolo su L’Eco Vicentino
AltoVicentinOnline ha raccontato l’iniziativa e il coinvolgimento dell’azienda, delle istituzioni e delle realtà del territorio.
Leggi l’articolo su AltoVicentinOnline
L’iniziativa è stata ripresa anche dalla stampa cartacea locale, con un approfondimento dedicato al valore simbolico della panchina e al messaggio che abbiamo voluto condividere.
